- Introduzione - La nuova centrale del Palazzo di Giustizia - Risparmio di combustibile con piu' caldaie in sequenza - Regolazione automatica degli impianti termici - Valvole di regolazione - Controllo e monitoraggio degli impianti termici - Verifiche di campo - Sistemi di controllo - Costi di realizzazione - La centrale del Palazzo di Giustizia - La logica della centrale - Considerazioni energetiche - Controllo delle prestazioni dell'impianto - Libretto di centrale - Conclusioni - Allegato -
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Riferendosi
ai punti 2 e 3 al paragrafo precedente, il regolatore determina il valore di
riferimento della temperatura di mandata, basandosi sulla temperatura
esterna, e lo confronta col valore misurato (regolazione climatica). Oppure
il valore della temperatura ambiente viene
confrontato col set-point (regolazione termostatica). In entrambi i
casi l’azione correttiva sulla potenza resa dall’impianto nasce dal
confronto delle due diverse grandezze. L’azione della valvola a tre vie
(miscelatrice) permette di
avere una portata d’acqua costante, ma di variare la temperatura di
mandata. Si può ottenere la variazione di portata e temperatura costante se
la pompa viene posta nel circuito primario (comprendente il generatore)
anziché quello secondario (su cui insiste lo scambiatore). Uno degli impianti in fase di riqualificazione che si presta a una descrizione esplicativa e' quello dell’asilo nido di via Morelli e Silvati perché presenta uno schema funzionale molto semplice:
A questo punto l’acqua che si trova nella caldaia e nelle tubazioni avrà a una temperatura relativamente bassa, il ritorno di acqua fredda nella caldaia in fase di riscaldamento produce due effetti negativi:
Evitare
la condensa dei fumi all’interno delle caldaie serve a impedire un rapido
degrado delle caldaie stesse: degrado dovuto al fatto che la condensa
dei fumi e' molto acida (l’acqua si lega con lo zolfo e forma acido
solforico) e può facilmente aggredire il corpo caldaia, fino a renderlo
inutilizzabile. Le
uniche caldaie immuni da tali pericoli sono quelle a condensazione che sono
costruite appositamente per utilizzare questo principio ai fini
dell’ottimizzazione energetica. Infatti, le caldaie a condensazione, per
aumentare il rendimento sfruttano una parte del calore latente di
vaporizzazione, cioe' viene utilizzato il potere calorifero superiore del
combustibile; per esempio, il PCI medio del gas naturale e' di circa 8300
kcal/m3 mentre quello superiore e' di 9300 kcal/m: queste 1000
kcal/m3 di differenza vengono usate nelle caldaie a condensazione
per aumentare il rendimento. Le caldaie normali, non progettate per sfruttare il calore latente di vaporizzazione, per evitare danni, vanno invece protette con dispositivi in grado di evitare che l’acqua ritorni in caldaia sotto i 55÷60°C, perché e' con valori al di sotto di queste temperature che i fumi condensano in caldaia. La
pompa anticondensa fa immette una parte dell’acqua calda della mandata
direttamente sul ritorno, facendo quindi aumentare la temperatura del
ritorno più rapidamente. La
sua portata, in genere, si può calcolare (in l/h) moltiplicando la potenza
utile della caldaia (espressa in kcal/h) per un fattore pari a 0,03: cioe'
considerando 30 l/h ogni 1.000 kcal/h. Per
la prevalenza e' bene adottare valori bassi (1÷2 m c.a.) in quanto la pompa
in pratica deve vincere solo le resistenze del corpo caldaia. L’acqua viene immessa nella rete di distribuzione tramite le pompe. Le
pompe. Le
pompe si suddividono in circolatori ed elettropompe. Per le loro
caratteristiche costruttive i circolatori
vanno installati con asse orizzontale, mentre le elettropompe possono
essere installate con asse sia orizzontale che verticale. Le
pompe medio-grandi vengono messe in opera con giunti elastici per evitare
che le vibrazioni e i rumori, generati dalle pompe stesse, siano trasmessi
all’impianto. Quale
posizione più conveniente per installare le pompe vanno considerati due
casi: quello degli impianti a vaso aperto e quello degli impianti a vaso
chiuso. In
quelli a vaso aperto (utilizzati ormai quasi esclusivamente in vecchie
centrali, oppure in edifici molto alti per mantenere bassa la pressione di
esercizio) va tenuto presente che le pompe non devono essere installate tra
il tubo di carico e il tubo di sicurezza (che va al vaso di espansione
aperto). Questo per evitare che, tra tali tubi e il vaso di espansione, si
metta a circolare acqua con vari effetti negativi, tra i quali si possono
citare: 1.
eccessive
dispersioni energetiche 2.
assorbimento
eccessivo di aria nel circuito con
inneschi di corrosioni precoci, oltre che instabilità di circolazione. Le
pompe possono essere installate sul ritorno solo se il vaso di espansione e'
situato ad una altezza superiore alla prevalenza della pompa. Il
rispetto di tale vincolo e' necessario per non mandare in depressione zone
dell’impianto; e quindi e' necessario per evitare che l’aria esterna
venga risucchiata all’interno attraverso le valvole di sfogo e i raccordi,
che sono in genere impermeabili all’acqua, ma non all’aria. Per quanto concerne gli impianti a vaso chiuso non ci sono pericoli di circolazioni improprie e neppure di depressioni nell’impianto (almeno se i vasi sono caricati correttamente). Pertanto, dal punto di vista teorico, le pompe possono essere installate indifferentemente sia sulla mandata che sul ritorno. Dal punto di vista pratico va però considerato che le pompe installate sul ritorno sono molto esposte al pericolo di blocchi causati da impurità, dovute sia a depositi calcarei che al distacco di frammenti dovuti a corrosione, che si forma lungo i tubi dell’impianto. Pericolo che invece e' decisamente minore per le pompe installate sulla mandata, dato che i filtri, i separatori idraulici e, in mancanza di meglio, anche le caldaie, sono trappole e depositi per tali impurità. Per poter verificare il funzionamento delle pompe e' consigliabile montare, sul by-pass delle pompe stesse, un manometro con due valvole di intercettazione.
Le
valvole, normalmente chiuse, vengono aperte alternativamente solo quando si
vuole misurare la pressione (a monte e a valle) delle pompe. Questo sistema
di misura e' senz’altro preferibile a quello con due manometri, perché
evita gli errori dovuti a starature degli strumenti. In merito ai dati ottenibili con i manometri, va considerato che se la differenza di pressione e' troppo bassa e' probabile che la girante della pompa sia logora, oppure che i passaggi tra le palette siano ostruiti. Se invece l’indicazione e' instabile, e' probabile che ci sia aria nell’impianto. Il by-pass non viene sempre installato perché le pompe attuali contengono già le prese di pressione sul corpo della macchina, mentre vengono sempre installate le valvole di intercettazione per effettuare eventuali interventi di manutenzione sulla pompa.
I
circuiti senza valvola di regolazione sono circuiti molto semplici,
schematicamente possono essere rappresentati così:
La
pompa può essere attivata o disattivata da un termostato, oppure può
funzionare in continuo negli impianti con regolazioni periferiche, cioe'
negli impianti con valvole di zona, valvole termostatiche, ventilconvettori
ed aerotermi. La
valvola di ritegno serve (a pompa ferma) per impedire circolazioni
indesiderate: circolazioni che possono essere naturali (l’acqua calda
tende ad andare in alto e quella fredda in basso) oppure indotte dalle altre
pompe. Si
possono usare due schemi fondamentali per la termoregolazione: a)
termoregolazione con portata costante e temperatura variabile attuata
ad esempio mediante valvola a tre vie in miscelazione; b)
termoregolazione con portata variabile e temperatura costante attuata
ad esempio mediante valvola a tre vie in deviazione e/o valvole tramite le
valvole termostatiche. Un
esempio di regolazione con portata costante e temperatura variabile e'
rappresentato dal seguente schema dotato di circuiti
con valvola di regolazione in miscelazione che, nella
configurazione più semplice, può essere così rappresentato:
Miscelando
opportunamente il ritorno con l’andata, la valvola di regolazione consente
di ottenere fluido alla temperatura richiesta per alimentare i terminali. La resistenza idraulica del circuito servito dalle pompe in questi casi e' variabile in funzione della posizione della valvola di regolazione miscelatrice: a)
Valvola aperta, resistenza dovuta al circuito di distribuzione e
circuito caldaia. b)
Valvola chiusa, carico costituito dal solo circuito di distribuzione. Quanto
sopra potrebbe innescare circolazioni parassitarie e/o anomalie di
funzionamento, in particolare in impianti dotati di più circuiti di
distribuzione in parallelo. Problemi
che si risolvono specificamente per ogni impianto bilanciando opportunamente
i circuiti. Ad
esempio il bilanciamento con valvola di taratura si ottiene ponendo una
valvola di taratura sul by-pass di regolazione, regolandola in modo che essa
contrasti il passaggio del fluido con resistenze pari a quelle del circuito
caldaia. Il
circuito presenta così le stesse resistenze sia con valvola aperta che con
valvola chiusa. Pertanto, sia con valvola aperta che con valvola chiusa,
funziona a portata costante. Dal
punto di vista pratico, il sistema di bilanciamento con valvola di taratura
presenta due inconvenienti: 1.
esige una corretta taratura della valvola; 2.
può essere facilmente starato. Tali inconvenienti possono essere evitati usando delle valvole di bilanciamento automatiche. |
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