- Introduzione - La nuova centrale del Palazzo di Giustizia - Risparmio di combustibile con piu' caldaie in sequenza - Regolazione automatica degli impianti termici - Valvole di regolazione - Controllo e monitoraggio degli impianti termici - Verifiche di campo - Sistemi di controllo - Costi di realizzazione - La centrale del Palazzo di Giustizia - La logica della centrale - Considerazioni energetiche - Controllo delle prestazioni dell'impianto - Libretto di centrale - Conclusioni - Allegato -
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A parte il vantaggio della disponibilità di una riserva, le differenze di rendimento al variare del carico appaiono dai diagrammi (Fig. 12). Appare evidente come, a parità di carico, il guadagno di rendimento sia maggiore con l’aumentare del numero di caldaie.
Carico della centrale Fig. Guadagno di rendimento con due caldaie ciascuna di potenza metà
rispetto ad una sola di potenza intera Si vede come, al 50 % del carico, il
rendimento sia superiore del 7—8 %, e aumenti del 20 %al 15 %del
carico. Supponendo che il rendimento, nel caso di una sola caldaia, sia
rispettivamente del 75 %e del 50 %, il relativo risparmio di
combustibile e', nel primo caso, intorno al 5—6%, e intorno al 10 %nel
secondo. E’ ovvia la convenienza, tanto più
che: — una sola caldaia di metà potenza e' sufficiente per buona parte dell’inverno; — l’inserzione e l’esclusione della seconda caldaia può avvenire automaticamente, compresa la sua intercettazione per ridurre ulteriormente le perdite durante i periodi di riposo, come vedremo.
Le
figure 1 e 2 rappresentano, ad esempio, gli schemi di principio per la
sequenza automatica rispettivamente di 2 e 3 caldaie, in funzione del
carico; un maggior numero di caldaie non cambia la logica del
funzionamento. La
sequenza in funzione del carico e', fra le varie soluzioni possibili,
quella che tende a realizzare la massima economia nella conduzione della
centrale termica. Quale
e' il concetto fondamentale? La
centrale termica funziona in modo analogo a quello classico di una sola
caldaia, ossia, mentre la temperatura dell’acqua all’uscita dalle
caldaie viene regolata ad un valore che non dipende sostanzialmente dal
carico e rimane cioe' praticamente costante in ogni condizione di clima,
la temperatura dell’acqua inviata ai corpi scaldanti viene regolata
separatamente in funzione del clima, indipendentemente dall‘automatismo
della sequenza. Ma
come funziona in pratica la sequenza in funzione del carico? La
grandezza determinante e' la temperatura dell’acqua all’uscita dalle
caldaie nel collettore di mandata: —
all’avviamento della centrale termica, tutte le caldaie contribuiscono a
raggiungere rapidamente la temperatura
prescritta; —
raggiunta questa temperatura, si arrestano i bruciatori e si esclude
l’ultima caldaia della sequenza prescelta; —
se la temperatura prescritta si mantiene ad opera delle caldaie
precedenti, l’ultima viene messa a riposo ed intercettata, e così via
fino a che le caldaie rimaste in servizio non bastano a mantenere la
temperatura prescritta oppure fino a lasciare in servizio soltanto quella
di base (la prima della sequenza). L’ordine
della sequenza, ossia i turni di ruolo delle caldaie, possono essere
ruotati a piacere, in modo che il funzionamento risulti equamente (ed
economicamente, ai fini della manutenzione e della durata di caldaie e
bruciatori) distribuito fra tutte le unità. E’
chiaro che ogni caldaia viene così chiamata a fornire il suo contributo
di potenza solo e quando il carico, cioe' le dispersioni, cioe' il clima,
lo richiedono, e non viene inserita una successiva unità fino a quando
quelle in servizio sono in grado di far fronte alla richiesta; così, con
carico decrescente, vengono messe a riposo le caldaie superflue non appena
quelle che le precedono nell’ordine della sequenza risultano
sufficienti. Perché
e' prevista per ogni caldaia una valvola di intercettazione automatica? L’intercettazione delle caldaie a riposo e' necessaria per due motivi: —
la riduzione degli sprechi dovuti alle dispersioni della o delle
caldaie a riposo, che avrebbero luogo se esse fossero attraversate
dall’acqua calda dell’impianto; —
la stabilità di funzionamento della sequenza, che sarebbe precaria
se la temperatura dell’acqua nel collettore di mandata non fosse uguale
a quella in uscita dalle caldaie effettivamente in servizio; — l’influenza delle caldaie a riposo si tradurrebbe facilmente in un inutile alternarsi di inserzioni e disinserzioni. E’
interessante notare anche che l’intercettazione non altera
l’equilibrio dinamico dell’impianto, poiché la progressiva esclusione
delle caldaie si verifica per valori decrescenti del carico termico
complessivo e quindi con portata di ritorno alle caldaie pure decrescente,
per effetto della regolazione climatica di mandata. Vediamo
ancora le ragioni per cui le valvole di intercettazione vengono chiuse
automaticamente con un ritardo regolabile a piacere rispetto all’arresto
per messa a riposo della caldaia relativa: —
la temporizzazione consente di evitare eventuali aumenti di
temperatura che l’inerzia termica potrebbe provocare se
l’intercettazione immediata impedisse di cedere al circuito il calore
residuo disponibile; — essa inoltre impedisce che, a causa di brevi transitori termici, si possano verificare inutili reinserzioni di breve durata.
Un
ulteriore risparmio e' realizzabile trasformando la regolazione in cascata
in funzione del carico a temperatura costante in regolazione a temperatura
variabile in base alle condizioni climatiche. Per ottenere ciò e' sufficiente inserire nel circuito un compensatore con una sonda esterna (apparecchi 11 e 12 indicati in tratteggio nelle figure 1 e 2). Il funzionamento e' identico a quello già descritto, l’unica variante consiste nel fatto che la temperatura di mandata a valle delle caldaie varia automaticamente da 80°C a 60°C (limite di minima) in funzione delle variazioni climatiche.
Quando la centrale viene avviata, tutti i tre generatori sono in funzione. Le sonde di temperatura inviano continuamente i dati necessari al quadro elettrico telematico che può decidere all’uopo di spegnere la seconda fiamma del terzo generatore, spegnerlo completamente o spegnere il secondo generatore etc. Nei periodi intermedi (novembre-dicembre; marzo-aprile) si e' notato che la centrale e' in grado di mantenere l’attesa temperatura (T =20°C) interna alla centrale utilizzando solo la prima fiamma (214 kW) di un solo generatore. In pratica sono tre generatori, ma funzionano fosse uno solo che e' in modulazione continua in salita e in discesa. Di qui l’importanza dell’utilizzo di apparecchiature a cui e' affidata la gestione dei bruciatori, in quanto il risparmio di combustibile e il conseguente contenimento delle emissioni di sostanze nocive in atmosfera sono evidenti a tutti. |
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