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STUDIO DEGLI ASPETTI  TECNICI E CONTABILI NELLA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DI IMPIANTI TERMICI

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- Introduzione - La nuova centrale del Palazzo di Giustizia - Risparmio di combustibile con piu' caldaie in sequenza - Regolazione automatica degli impianti termici - Valvole di regolazione - Controllo e monitoraggio degli impianti termici - Verifiche di campo - Sistemi di controllo - Costi di realizzazione - La centrale del Palazzo di Giustizia - La logica della centrale - Considerazioni energetiche - Controllo delle prestazioni dell'impianto - Libretto di centrale - Conclusioni - Allegato -
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  • la nuova centrale termica A servizio del Palazzo di Giustizia

Il progetto dell’impianto della nuova centrale termica e' stato sviluppato nel pieno rispetto degli obiettivi fissati dalla Legge quadro 10/91 partendo dai dati acquisiti durante gli esercizi recenti e da quelli relativi alla struttura.

  • I dati a disposizione

I dati a disposizione erano costituiti dalle specifiche tecniche dell’impianto preesistente di potenza pari a 2100 kW, alimentato mediante combustibile liquido, gasolio, e da tabelle riepilogative dei consumi storici negli ultimi anni di esercizio.

Il consumo medio di gasolio stimato su quattro esercizi era pari a circa 140.000 l con una tendenza in aumento dovuto alla vetustà delle apparecchiature.

La misura dei rendimenti di combustione mostrava che circa il 50% dell’energia primaria del combustibile veniva dispersa nell’ambiente mediante l’immissione in atmosfera di incombusti( principalmente monossido di carbonio), particelle di combustibile aerodisperse e calore.

  • La logica dell’impianto

Stabilito il fabbisogno energetico si e' determinata la potenza e la configurazione di impianto adeguata alla struttura da servire tenendo conto dei sistemi di gestione consentiti dalle tecnologie digitali a microprocessore.

Tutto ciò ha condotto ad un drastico ridimensionamento della potenza installata passando dai 2100 kW al focolare preesistenti agli attuali 1761 kW installati al focolare. In fase di regolazione dell’impianto la potenza e' stata ulteriormente ridotta fino a 1600 kW.

Realizzando quindi un primo sostanzioso risparmio in potenza al focolare di circa 500 kW.

Ciò costituisce di per se un enorme vantaggio dal punto di vista energetico e gestionale!

  • La nuova centrale

La potenza complessiva come detto e' stata ripartita su tre gruppi prodotti dalla Thermital che garantiscono un rendimento di combustione di circa il 93%.

La potenza nominale  al focolare e' di 533 kW cadauno.

I generatori sono collegati in parallelo e forniscono la disponibilità energetica corrispondente al fabbisogno complessivo  al circuito primario dotato di  separatore idraulico da 170 mc/h.

Il circuito primario fornisce energia alle quattro zone in cui e' stato suddiviso l’impianto di distribuzione secondaria.

Le zone sono idraulicamente e logicamente indipendenti tra loro rispetto al circuito primario. Questa flessibilità di impianto consente la gestione e controllo totale del processo di vettorializzazione energetica.

Con la potenza termica di 1600 kW la centrale termica del Palazzo di Giustizia detiene il primato tra le centrali di pertinenza comunale.

Per dare un significato concreto ai numeri si riportano di seguito alcuni esempi.

  1. 1600 kW termici rappresentano otto volte la potenza della centrale elettrica che serve il Palazzo di Giustizia;

  2. 1600 kW sarebbero sufficienti a pilotare gli impianti di riscaldamento a servizio di più di 100 appartamenti di volumetria pari a 500 mc.

  • La scheda tecnico costruttiva della centrale

Principali apparecchiature:

Generatori: Gruppi Thermital P . nominale al focolare: 587 kw.

Pompe: n. 5 Gruppi gemellari Grundfos.

Regolazione:

Apparecchiature digitali Coster T.E.

n. 3 regolatori e ottimizzatori climatici : n. 1 DTC 648 e n. 2 DSE 602;

n. 1 modem GSM 812 per il comando e controllo remoto;

n. 1 unità interfaccia seriale PCB 332 per il comando e controllo locale;

n. 1 integratore di energia IEB 734 e n.1  contatore volumetrico KWP 200;

n. 5 inseritori pompe gemellari IPG 318;

n. 2 unità raccolta temperatura UAF 322;

n. 1 unità raccolta e smistamento allarmi UAC 328;

n. 1 linea di comunicazione logica interna C-Ring,  n.1 linea di comunicazione esterna C-Bus; n.1 apparecchiatura sicurezza gas RFG 653 completa di tre sensori SGA 150 e valvola di sicurezza normalmente chiusa GNC 2100;

n. 2 valvole miscelatrici lineari VF 3125;

n. 2 valvole miscelatrici lineari VF 3380; n. 4 servo motori lineari CLG 324.

  • Risparmio di combustibile con una opportuna suddivisione della potenza termica necessaria su più caldaie

   Tenendo presente che la potenza termica installata, risultante dal calcolo per sopperire al carico nelle giornate più fredde dell’inverno, e' notevolmente esuberante nella maggior parte del periodo di riscaldamento, e' intuitivo che l’impiego di un’unica caldaia consente di lavorare con un rendimento ottimale solo nei pochi giorni nei quali la sua potenza e' effettivamente necessaria.

Installare quindi almeno 2 caldaie (e anche in numero più elevato in centrali termiche di potenza via via crescente) permette certamente una economia di gestione.

La scelta del numero e della potenza delle caldaie da installare deve tener conto delle condizioni alle quali l’impianto sarà chiamato a funzionare.

Le soluzioni più classiche, limitandosi al caso di 2 caldaie, sono:

— 2 caldaie uguali di potenza pari a metà della nominale: consente di alternare regolarmente la

caldaia da tenere in esercizio nei periodi di carico ridotto, equilibrandone quindi l’uso, l’invecchiamento e la durata ed assicurando una riserva del 100 % fino a metà carico, del 50 % a pieno carico.

  — 2 caldaie diverse di potenza rispettivamente 2/3 e 1/3 della nominale: consente di migliorare ulteriormente il rendimento, come se l’impianto fosse costituito da 3 caldaie, ma limita al 33 % la riserva disponibile a pieno carico in caso di disservizio della caldaia maggiore; questa soluzione e' in genere consigliabile quando l’impianto e' destinato anche al funzionamento estivo per la produzione di acqua calda, a cui può essere riservata la caldaia minore.

Nelle pagine che seguono sono visibili l’andamento del riscaldamento nei casi di 1, 2 e 3 caldaie ed una valutazione orientativa dell’entità dei risparmi nel caso di 2 caldaie uguali.

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