E’
noto dalla reazione di ossidazione del metano che per ogni m3
di combustibile vengono utilizzati circa dieci
m3 d’aria stechiometrica, di cui 2,1m3 sono di O2
e 7,9 di azoto; risulta inoltre che per un
m3 di CH4 si
produce un m3 di CO2:
CH4 + 2O2 + 7,52N2CO2 + 2H2O + 7,52 N2
Consideriamo il caso della centrale del tribunale: tenendo
presente che 10 kW di potenza richiedono più di un m3 di
metano, il risparmio di 500 kW ottenuto nella nuova gestione comporta 50
m3/h di CH4 in meno, quindi 50 m3/h di
CO2 in meno immessi in atmosfera; questo e' stato ottenuto
solo con un dimensionamento adeguato. Tenendo conto delle prestazioni
ottenute adottando, e la ripartizione della potenza su più caldaie e i
sistemi di regolazione come illustrato nel corso del presente lavoro, e'
facile immaginare i risultati ottenibili sull’intero parco impianti di
pertinenza comunale e i relativi benefici per la comunità. Questo
discorso e' valido ovviamente su scala nazionale visto che esiste una
Legge (la Legge 10/1991) e si e' quindi obbligati ad adottare la
logica fin qui descritta.
Il Servizio Energia, e
quindi il Comune di Avellino, si vede così impegnato in un’azione
importantissima visto che il riscaldamento e', dopo il traffico, la
maggiore causa di inquinamento dell’aria. Grazie al tirocinio da me
svolto ho potuto anche constatare con quanto entusiasmo venga affrontata
la riqualificazione dal gruppo del Servizio Energia essendo l’energy
manager, l’ingegnere Alessandro Matarazzo, dotato di una notevole
sensibilità ambientale. Dall’Ente Pubblico e' partito quindi
l’esempio per l’adozione di tecnologie innovative che possono essere
installate anche negli impianti privati ed e' stato dimostrato che
queste tecnologie possono, in ogni caso, ripagare enormemente con i
relativi benefici per la comunità.