COSTER T.E. S.p.A.Comune di Avellino |
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File originale in formato word - Lista delle fotografie dell'impianto.
COMUNE DI AVELLINOSETTORE AMBIENTE E QUALITA'
SERVIZIO ENERGIA
L’ENERGY MANAGER
(ING . ALESSANDRO MATARAZZO)
Il ringraziamento va in particolare al sig. Sindaco, all’ Assessore Capone e alla "Lamborghini Calore S.p.A.". Tutti hanno accolto con entusiasmo la promozione del convegno, rivolto a diffondere la buona regola tecnica in campo impiantisco e le tecnologie mirate ad ottenere la massima efficienza nella produzione di energia termica da combustibili fossili.
La figura dell’Energy Manager e' stata introdotta in Italia dalla legge n. 10 pubblicata con G.U. n. 13 del 16 gennaio 1991. La legge 10: - costituisce la prima Legge Energetica Nazionale, nasce dall’esigenza di salvaguardia ambientale mirando alla ottimizzazione delle risorse convenzionali esistenti e alla promozione delle risorse energetiche non convenzionali quali quelle rinnovabili; - definisce le fonti di energia rinnovabili; - assimila le fonti di energia rinnovabili a quelle derivanti dai risparmi conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici mediante interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti; - mira a favorire uno sviluppo della domanda energetica di tipo eco compatibile, indica quale risorsa primaria il risparmio delle fonti energetiche primarie convenzionali; - promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili, queste ultime attraverso una serie di meccanismi di incentivazione della domanda di tecnologie avanzate . Una delle risorse rinnovabili individuate come detto dianzi e' costituita dal risparmio energetico . Ma cosa intende la Legge 10/91 per risparmio energetico? L’articolo 1 della Legge 10, fissa gli obiettivi da perseguire. Che in sintesi sono
Dunque lo scopo che si prefigge la Legge e' l’ottimizzazione delle risorse esistenti, garantendo nel contempo il comfort ambientale e quindi il benessere termico. Ottimizzare le risorse anzitutto significa migliorare i processi di trasformazione del vettore energetico primario. La Legge 10 indica le strade da seguire facendo tra l’altro obbligo alla P.A. di progettare e mettere in esercizio gli impianti in modo da contenere al massimo, in relazione al progresso della tecnica, i consumi di energia termica ed elettrica, favorendo tra l’altro il ricorso a fonti rinnovabili di energia o assimilate. La seguente tabella riporta lo schema generale riepilogativo delle competenze e responsabilità dell’Ente locale in materia energetica:
Per consentire all’Ente locale il controllo dei flussi energetici la Legge 10 all’art. 19 introduce la figura dell’esperto in campo energetico, energy manager, obbligando la P.A. alla nomina allorquando i consumi superino il valore soglia di 1000 Tep annui. Il Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nell’Ente locale, Energy Manager, ha l’obbligo di promuovere tutte le iniziative più opportune ai fini del raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione e rinnovamento del processo di trasformazione del vettore energetico primario assicurando la predisposizione dei bilanci energetici. L’ E. M. dell’Ente locale si caratterizza quindi quale figura esperta sui problemi energetici, sia contribuendo ad elaborare la politica energetica territoriale dell’Ente che, in senso lato, dovendo comunque rappresentare un obbligatorio momento di confronto, interno alla struttura, per l’istruttoria tecnico – amministrativa dei provvedimenti a valenza energetica, con compiti di verifica degli stessi rispetto ai vincoli tecnico-economici e normativi. In definitiva all’Energy Manager oltre ad una competenza nelle varie tecnologie di mercato (dalla termotecnica e termodinamica alla elettrotecnica ed elettronica gestionale, nonché in campo informatico), e' richiesta una profonda conoscenza dell’Ente in cui opera ai fini di una perfetta integrazione e sinergia dei provvedimenti che si vanno a programmare.
Per quanto detto i campi di attività dell’Energy Manager sono molteplici. L’attività svolta in questi anni e' stata rivolta in particolare alla razionalizzazione del processo produttivo dell’energia termica, questo sia per gli impianti di valenza pubblica, che per quelli privati, trasversalmente, per tutte le fasce di potenza. a) impianti di interesse pubblico. Gli impianti di pertinenza comunale hanno una potenza termica complessa di circa 18 mW. Negli ultimi anni e' stato avviato un progressivo processo di riconversione che ha comportato il sostanziale abbandono del gasolio a vantaggio del gas naturale. I grafici seguenti mostrano le variazioni che si sono avute nell’utilizzo del gasolio e del metano sugli impianti comunali.
In particolare i grafici mostrano, che dal ’97 al 2003 si e' avuto un progressivo decremento dei consumi di gasolio, a vantaggio dei consumi di gas naturale. Il consumo di gasolio e' passato dai 435.000 litri del ’98 ai 18.739 del 2003, mentre il consumo di gas naturale e' passato dai 424.000 mc del ‘97 agli attuali 619.000 mc. Si ritiene che il fabbisogno di gasolio nella stagione invernale 2003-2004 possa attestarsi intorno ai 5.000 litri, mentre per quanto attiene al metano i consumi dovrebbero attestarsi intorno ai 650.000 mc. Ciò e' la naturale conseguenza dell’attività di riconversione degli impianti da combustibile liquido a quello gassoso operata dalla metà del ’97 dal Servizio Energia del Settore Ambiente. Attualmente meno dello 5% della energia termica delle strutture comunali viene prodotta dal gasolio, entro l’autunno del 2003 tale percentuale si ridurrà ulteriormente, passando al valore di meno del 2%. Rimarrà infatti in esercizio con alimentazione a gasolio il solo impianto a servizio della Scuola Elementare e Materna di Contrada Bagnoli, per la quale non e' possibile prevedere alcun intervento in quanto la zona non e' servita dalla rete di distribuzione del gas naturale. - Considerazioni- Il processo iniziato di riqualificazione degli impianti e' comunque strettamente correlato alla strategia scelta per la gestione della manutenzione. Infatti la sola riconversione degli impianti non e' in generale sufficiente per la ottimizzazione degli stessi se pur suscettibile di garantire un minor impatto ambientale per le intrinseche qualità del combustibile. Lo studio degli impianti effettuato a partire dal 1998 ha evidenziato una serie di problemi: 1 - inadeguatezza del sistema di manutenzione adottato basato esclusivamente mediante interventi su guasto; 2 - generale sovradimensionamento delle potenza termica installata in relazione alle strutture da servire. A tal proposito e' da evidenziare che quasi tutte le centrali datavano prima del ’90; 3 - assenza, inefficienza o insufficienza della termoregolazione; 4 - assenza di dispositivi di controllo o telecontrollo. Queste osservazioni sono alla base delle strategie di energy management adottate per migliorare l’efficienza delle centrali termiche comunali. Anzitutto sono state individuate strategie manutentive adeguate alle esigenze imposte tra l’altro dai decreti attuativi della Legge 10/91, di cui il principale e' senz’altro costituto dal DPR 26 agosto 1993 n. 412, pubblicato con G.U. n. 242 del 14 ottobre 1993, integrato successivamente dal DPR 21 dicembre 1999 n. 551, pubblicato con G.U. 6 aprile 2000 n. 81. Si e' passati così alla gestione del parco impianti termici comunali mediante appalto prevedente la gestione integrata del servizio di manutenzione e del servizio energia, con l’adozione di innovativi sistemi di termoregolazione e di controllo a distanza degli impianti mediante l’adozione della "telegestione". La telegestione consente oltre al controllo a distanza dell’impianto, ovvero da sede remota appositamente predisposta, anche il monitoraggio e l’inoltro, in tempo reale, degli eventuali allarmi, agli addetti ai lavori e alla sala operativa. In questo modo e' possibile ottimizzare sia le regolazioni che intervenire tempestivamente, con gli atti manutentivi e le regolazioni opportune, perché e' il Sistema a lanciare gli allarmi e a richiedere l’intervento! Tale Servizio aggiudicato all’ A.T.I. Cofathec - Dalkia Siram con contratto n.4432 in data 26/06/02 sta gradualmente modificando la mappa degli impianti termici comunali. Il superamento del concetto di manutenzione "correttiva", attraverso l’adozione della manutenzione e gestione "programmata", richiesta come proposta progettuale esecutiva dal C.S.A. sta consentendo in particolare:
Inoltre il sistema integrato di gestione del Servizio Energia coinvolgendo direttamente l’operatore economico esterno, in quanto portatore della tecnologia, dei mezzi e degli uomini adeguati oltre che dei capitali necessari per gli investimenti, lo responsabilizza e lo stimola a migliorare gli impianti al fine di ottenere i maggiori utili di gestione. Questo in un periodo ragionevole, attualmente di sei anni, consentirà: - al Gestore di ottenere gli utili maggiori conseguenti agli investimenti sugli impianti; - all’ Amministrazione di ottenere un parco impianti tecnologicamente avanzato e conseguentemente con il minimo impatto ambientale. Tali attività non sono ipotizzabili coinvolgendo direttamente l’ Ente in quanto i meccanismi di spesa consolidati non consentono di avere l’elasticità necessaria, anche ricorrendo al debito, per poter investire sugli impianti finanziando il debito stesso attraverso i ritorni di gestione conseguenti alla diminuzione dei consumi, attività che e' invece prassi consolidata per le società che operano nel campo energetico. Il programma di riqualificazione e miglioramento gestionale in attuazione tramite l’A.T.I. Cofathec - Dalkia Siram, allineandosi ai sistemi più moderni di controllo degli impianti, ha già consentito significativi livelli di contenimento dei costi di esercizio, si sottolinea che tali risparmi diventeranno strategici per l’Amministrazione alla luce dei prevedibili ed inevitabili incrementi delle forniture energetiche che dovranno essere affrontati nel prossimo futuro. Un esempio tangibile dei vantaggi conseguibili e conseguiti attraverso il mutamento della strategia di approccio agli impianti in linea con quanto sopra riportato, e' senz’altro costituito dalla centrale termica a servizio del Palazzo di Giustizia entrata in esercizio nel novembre 2002.
I dati a disposizione erano costituiti dalle specifiche tecniche dell’impianto preesistente di potenza pari a 2100 kW, alimentato mediante combustibile liquido, gasolio, e da tabelle riepilogative dei consumi storici negli ultimi anni di esercizio. Il consumo medio di gasolio stimato su quattro esercizi era pari a circa 140.000 l. con un trend in aumento dovuto alla vetustà delle apparecchiature. La misura dei rendimenti di combustione mostrava che
Stabilito il fabbisogno energetico si e' determinata la potenza e la configurazione di impianto adeguata alla struttura da servire,
La potenza complessiva come detto e' stata ripartita su n. tre gruppi prodotti dalla Thermital che garantiscono un rendimento di combustione di circa il 93%. La potenza nominale al focolare e' di 587 kw cadauno.
Con la potenza termica di 1600 kw la centrale termica del Palazzo di Giustizia detiene il primato tra le centrali di pertinenza comunale. Per dare un significato concreto ai numeri si riportano di seguito alcuni esempi.
La gestione dei generatori e' affidata al gruppo DTC 648 completo dell' inseritore a rele' ISC 648. Questo consente una amplissima possibilità di programmazione e regolazione, e' in grado di ricevere segnale esterni di condizionamento e comando oltre che trasmettere in automatico allarmi hardware e logici.
Ma come e' possibile controllare l’effettivo trasferimento del flusso energetico a partire dal contenuto intrinseco del combustibile?
Il monitoraggio dei consumi, indica che si sono avute significative riduzioni di energia primaria (combustibile) necessaria al pilotaggio invernale del "Sistema Palazzo di Giustizia", nel contempo ciò
Quindi nei 20 anni di vita stimati, l’investimento effettuato consentirà un risparmio annuo di 69.525 €. Dato che la spesa effettuata e' di 185.925,60 €, ciò significa che la stessa verrà recuperata in circa tre anni!
Attraverso il vasto processo di riqualificazione in atto mediante l’implementazione delle tecniche sopra descritte a tutti gli impianti con potenza maggiore di 35 kW si ritiene realistica la previsione dell’ abbattimento dei consumi, mediamente con stima in difetto, intorno al 20%. Il che ad esempio per ogni ora di funzionamento consentirà di recuperare 375 mc di gas naturale. Ciò comporterà con riferimento alla sola CO2 una diminuzione delle immissioni in atmosfera di circa 750 kg per ogni ora di funzionamento oltre ad un sensibile ritorno in termini economici. In ogni caso nel rifacimento della centrale termica del Palazzo Di Giustizia sono stati affrontati e risolti con successo i problemi generali riscontrati sulle centrali comunali ovvero: 1 - inadeguatezza del sistema di manutenzione dovuta a contratti che prevedono l’intervento esclusivamente su guasto; 2 - generale sovradimensionamento della potenza delle centrali in relazione alle strutture da servire; 3 - assenza, inefficienza o insufficienza della termoregolazione; 4 - assenza di dispositivi di controllo o telecontrollo.
L’Ottimizzazione del sistema di riscaldamento urbano attraverso l’applicazione del D.P.R.412/93 come modificato ed integrato dal D.P.R. 551/99.
Ottimizzare il Sistema Urbano di riscaldamento significa:
Sulla base del censimento ISTAT del ‘91, che stabiliva in circa 24,8 milioni il numero di abitazioni esistenti in Italia di cui il 19,5 milioni occupate e il 90% di queste ultime dotate di sistemi di riscaldamento invernale, l’ENEA stima la seguente distribuzione per tipo di impianto di riscaldamento:
Per cui si ottiene la seguente distribuzione numerica:
Ritenendo inoltre che anche le abitazioni non occupate siano dotate di impianti di riscaldamento e che verosimilmente per essi sia possibile applicare le percentuali di cui alle tabelle precedenti, si ottiene che in Italia esistono almeno 10,8 milioni di impianti autonomi, mentre all’incirca 1,5 milioni sono gli impianti di riscaldamento centralizzati. Questo a livello nazionale. Per quanto riguarda la nostra città il numero di impianti alimentati dalla rete metanifera e' 18.000, di cui 300 condomini, con relative 2400 utenze non rientranti nel disposto della normativa, a questo vanno aggiunti altri 200 impianti con alimentazione varia, si può quindi approssimativamente stimare la seguente distribuzione:
Allo stato attuale sono pervenute presso il Servizio Energia all’incirca 10.000 autocertificazioni (art.15 dpr 551/99). Questo significa che nel biennio 2003/2004, applicando l’art. 15 del DPR 551/99, dovrà essere effettuato il seguente numero di controlli:
Naturalmente i 1.530 controlli da effettuarsi sugli impianti appartenenti agli utenti che hanno aderito al "Protocollo Caldaia Sicura" saranno eseguiti a cura dell’Amministrazione ma a titolo gratuito, i restanti, come previsto dal DPR 551/99 saranno effettuati a spese degli utenti, applicando la tariffa prevista dalla Delibera di G.C. n.116 del 27 febbraio 2003.
L’effettuazione dei controlli avviene in applicazione del DPR 551/ 99 e precedentemente 412/93. Quanto sopra informa esclusivamente che e' necessario effettuare una attività per essere in regola con quanto previsto da normative statali. In questo caso però la necessità dei controlli scaturisce da ben più sostanziali motivi! Secondo uno studio effettuato nel 1992 dal Consorzio AIMAG sugli impianti di potenza < di 35kW, ed estrapolabile alla realtà italiana e quindi come sottoinsieme anche agli impianti della città di Avellino, risulta la seguente classifica redatta in funzione di quattro categorie di rischio:
Secondo la statistica , nazionale, nel parco impianti autonomi esistenti nel comune capoluogo, ve ne sarebbero (2.081+4.208)= 6.289 pari al 41,10% potenzialmente pericolosi.E’ da questi dati che nasce l’obbligo di effettuare i controlli.
Le responsabilità dell’effettuazione delle operazioni di gestione degli impianti, e' di norma affidata: - a chi é proprietario, in tutto od in parte, dell’impianto termico; - all’occupante l’unità immobiliare, anche se diverso dal proprietario, nel caso di impianti termici individuali; - all’ Amministratore, per gli impianti centralizzati condominiali, ovvero per soggetti diversi dalle persone fisiche al titolare della personalità giuridica. Tali soggetti possono delegare la responsabilità dell’esercizio, della manutenzione e dell’adozione delle misure necessarie al contenimento dei consumi energetici, ad un
A questo punto ritengo opportuno sottolineare l’estrema valenza per il risparmio energetico nell’edilizia residenziale dell’art.5 del D.P.R. 551/99. L’art. 5 del DPR 551/99 titola "Termoregolazione e contabilizzazione". Perché e' importante dal punto di vista del risparmio energetico? Anzitutto l’art.5 va ad inserirsi nel contesto delle norme applicative della Legge 10/91, che tendono tutte, se correttamente applicate, ad ottenere un prodotto edilizio ad elevate prestazioni energetiche. In più l’art. 5 fa obbligo di dotare " gli impianti termici a servizio di edifici di nuova costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000, di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unità immobiliare" questo perché "La percezione diretta dell’entità dei consumi responsabilizza l’utente." Esistono sul mercato tipologie d’ impianti che sono suscettibili di fornire le stesse modalità e flessibilità di gestione degli impianti termici di tipo autonomo, ma che nel contempo sono dotati di maggiore sicurezza di esercizio ed efficienza energetica. La moderna tecnologia a microprocessore consente di realizzare a costi relativamente contenuti e certamente ammortizzabili in pochi esercizi impianti termici definiti "termoautonomi". Si tratta in effetti di impianti centralizzati dotati di dispositivi locali (presso gli appartamenti) di prelievo e contemporanea contabilizzazione dell’energia termica. In questo modo e' possibile realizzare impianti dotati di notevole sicurezza di esercizio, perché la centrale termica e' ubicata in locali idonei, notevoli rendimenti, ben più elevati di quelli ottenibili dalle caldaie murali da appartamento, contabilizzando in loco od inviando anche in sede remota tutti i dati di consumo energetico.
Ulteriori interventi di miglioramento funzionali sugli impianti saranno ottenuti attraverso:
Ovviamente l’adozione di ciascun intervento sarà preventivamente supportata da idoneo studio di fattibilità e determinazione della convenienza economica dell’investimento attraverso la determinazione del V.A.N. Comunque con riferimento al punto tre e' attualmente in programma la realizzazione di impianti a pannelli solari sia termici che fotovoltaici. Mediante il contratto tra l’Amministrazione e l’A.T.I. Cofathec - Dalkia Siram, saranno realizzati alcuni impianti per la produzione di acqua calda sanitaria facendo ricorso a pannelli solari, di cui il primo da installarsi sulla copertura del Palasport "Del Mauro". Inoltre l’Amministrazione ha ottenuto un primo finanziamento di oltre =103.000=€ per la realizzazione di un impianto fotovoltaico della potenza di circa 20 kWp, per la produzione di energia elettrica dal sole, da installarsi sempre sulla copertura del Palasport. Nel giro di un anno la copertura del Palasport ospiterà un vero e proprio campo solare, adatto allo studio e monitoraggio di sistemi avanzati per la produzione di energia da fonti rinnovabili!
Come e' noto l’Amministrazione si e' dotata di 15 mezzi di trasporto a trazione elettrica, ovvero con impatto ambientale nullo sul Sistema di trasporto Urbano. Questi mezzi sono stati messi a disposizione dei vari Servizi dei Settori. La spesa effettuata ascende a circa =132.0000= Euro. Oltre a costi di gestione contenutissimi, alle emissioni nulle in ambito urbano, tali mezzi offrono anche il vantaggio della silenziosità che certamente non e' un aspetto trascurabile in ambito urbano.
Sarebbe auspicabile estendere alla rete di trasporto cittadino la possibilità di utilizzare mezzi a trazione elettrica o ibrida, attraverso il sostegno della domanda mediante finanziamento pubblico, oppure assicurando la disponibilità di tali mezzi a noleggio con prezzi tali da consentirne un uso diffuso. Tali mezzi potrebbero venire messi a disposizione dell’utenza in aree di parcheggio suburbane appositamente attrezzate, ciò con vantaggi evidenti per l’ambiente cittadino.
L’ampiezza degli scenari sopra tratteggiati indica chiaramente che una reale azione di controllo e di indirizzo delle scelte impiantistiche dell’Azienda Comune e dell’Azienda Città e' possibile ed auspicabile.
Al fine di realizzare tali obiettivi occorre individuare le sinergie tra i vari Servizi dell’Amministrazione e gli operatori del settore che dovranno, questi ultimi, costituire il volano per la diffusione delle nuove tecnologie in un modo sempre più capillare a livello territoriale. L’Amministrazione fornendo gli indirizzi e l’assistenza necessaria potrà quindi svolgere utilmente e proficuamente un ruolo attivo nel processo di riqualificazione, che non sarà né breve né tantomeno semplice ma, che avrà certamente una ricaduta estremamente positiva sia in termini economici che ambientali per il territorio comunale e sovracomunale. Occorrerà quindi motivare adeguatamente la cittadinanza e gli operatori del settore attraverso la:
A questo punto non mi resta che esprimere il più sentito ringraziamento a quanti hanno avuto la sensibilità di partecipare al convegno oltre naturalmente che all’Amministrazione nella persona dell’Assessore all’Ambiente dott. Gerardo Capone che ha dato la possibilità di organizzarlo.
File originale in formato word - Lista delle fotografie dell'impianto. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||